Statista o governante?

Enrico Letta nella serata di ieri si è presentato a Berlino, alla Conferenza sull’economia organizzata dal quotidiano Süddeutsche Zeitung, con una critica, lanciata in mattinata, agli “ayatollah del rigore” che uccide, e col progetto di un mini pacchetto di privatizzazioni sui generis, più rivolte a fare cassa che strutturali. Letta vorrebbe utilizzare le “privatizzazioni” per uno scambio fra il loro introito per l’erario e un rilancio delle spese d’investimento.
12 AGO 20
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Enrico Letta nella serata di ieri si è presentato a Berlino, alla Conferenza sull’economia organizzata dal quotidiano Süddeutsche Zeitung, con una critica, lanciata in mattinata, agli “ayatollah del rigore” che uccide, e col progetto di un mini pacchetto di privatizzazioni sui generis, più rivolte a fare cassa che strutturali. Letta vorrebbe utilizzare le “privatizzazioni” per uno scambio fra il loro introito per l’erario e un rilancio delle spese d’investimento. Il che incontra un ostacolo nella regola secondo cui mentre i proventi delle alienazioni patrimoniali sono una entrata effettiva, quelli delle cessioni di quote di imprese pubbliche sono solo “movimenti di capitali” e quindi non possono essere utilizzati come copertura di una spesa.
Quel che occorre a Letta è una presa di posizione da statista di fronte alla critica situazione dell’economia europea. I survey previsionali suggeriscono che in Eurozona la produzione industriale sta rallentando e le prospettive dei consumatori sono tornate negative (in Italia le vendite al dettaglio sono calate del 2,8 per cento in un anno, diceva ieri l’Istat). Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, giovedì a Berlino ha difeso la decisione di ridurre i tassi per contrastare la congiuntura negativa. Letta dovrebbe cogliere l’occasione della visita tedesca per schierarsi con la Bce, sferzare la Commissione su una reale politica per la crescita e anche pungolare la cancelliera Angela Merkel perché faccia cadere qualcuno dei suoi veti; scelga quali, ma non dica no su tutto. Cose da statista forse più incisive della solita riprimenda sul rigorismo e l’auspicio di un’Europa “più solidale”, che sono cose da “governante”.